Verso mezzanotte si levò un grido: «Ecco lo sposo, uscitegli incontro!»

Matteo 25:6

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Esodo 12:42

Questa è una notte da celebrarsi in onore del SIGNORE, perché egli li fece uscire dal paese d'Egitto; questa è la notte di veglia in onore del SIGNORE per tutti i figli d'Israele, di generazione in generazione.


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del M. Fabio Ambrosino

 
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CHIAMATA DI MEZZANOTTE

Contiene articoli biblicamente fondati e commenti su questioni di scottante attualità. Una rubrica dedicata alle domande dei nostri lettori e uno spazio per comunicarvi quali sono le attività che svolgiamo e i partners con cu collaboriamo per l’avanzamento dell'evangelo. Abbiamo risvegliato la tua curiosità? Anteprima >>> Puoi richiederci una copia in formato pdf gratuita scrivendo a info@cdmitalia.org . Il costo dell'intero anno di abbonamento è € 20.00

UNA VISITA ALLA CROCE

«Radunatemi», dice, «i miei fedeli che hanno fatto con me un patto mediante il sacrificio» (Sl 50:5).

Nel Salmo 50:5 non sta scritto: «Riunitevi, voi che avete fatto un patto con me» bensì: «Radunatemi i miei fedeli che hanno fatto con me un patto mediante il sacrificio.» Quello che conta è il sacrificio, l’opera compiuta sulla croce del Golgota. È lì che troviamo la soluzione per la nostra vita, il riposo, la consolazione e l’incoraggiamento a vivere in un modo che glorifica Dio. Dio ci ha dato tutto con il suo sacrificio: «Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?» (Rm 8:32). Se ora facciamo una visita alla croce e osserviamo il caro prezzo del sacrificio di Gesù Cristo, tutto quello che ci pesa, ci abbatte e ci sembra sconsolante ci apparirà piccolo e insignificante.

È commovente vedere come Gesù si occupò dei problemi pratici e delle preoccupazioni di chi si avvicinava a lui mentre era in agonia e soffriva per i chiodi che gli avevano trafitto le mani e i piedi. Lo leggiamo, per esempio, in Giovanni 19:25-27: Gesù diede disposizioni perché Giovanni accogliesse Maria e la trattasse come se fosse sua madre.
Presso la croce riconosciamo che Dio si occupa di noi come nessun altro può fare. Nella misura in cui ci fermiamo presso la croce, veniamo anche spronati a pensare agli altri. Presso la croce riconosciamo il nostro fondamentale egoismo e il fatto di non aver ancora imparato a praticare ciò che è indicato in Galati 6:2: «Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo.» Visitare la croce consola ma convince anche di peccato. Maria e Giovanni si trovavano entrambi presso la croce e in quell’ora furono uniti per una vita in comune. La croce del Golgota (o meglio l’opera che vi è stata compiuta) unisce persone che diversamente non starebbero insieme. Questo è uno degli effetti della potenza della croce (cfr. At 10). Se qualcuno si avvicina a Gesù, che sia un mendicante o un milionario, un bianco o un nero, riceve il perdono dei suoi peccati e Gesù come Signore. Così, per quanto differenti possiamo essere, ci dirigiamo insieme verso la stessa meta. Ognuno riceve da Gesù Cristo le indicazioni personali per la propria vita, come leggiamo in Giovanni 19:26-27: «Donna, ecco tuo figlio!°… Ecco tua madre!»

Sulla croce del Golgota Gesù ha pagato il prezzo per ogni persona, perché possa essere liberata dalle catene della colpa e del peccato. Tutti vengono accettati senza distinzioni. Nessuno è meno importante di un altro. Questo dovrebbe spingerci ad amare, ad accettare il nostro prossimo, come sta scritto in Romani 15:7: «Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.»
Gesù ha perdonato quelli che gli hanno sputato in faccia, lo hanno battuto, schernito, ridicolizzato e gli hanno trafitto le mani e i piedi: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!» (Lc 23:34). Il Signore Gesù è il massimo esempio di perdono per noi. Quando era in agonia, appeso alla croce, egli chiese al Padre di perdonare i responsabili del suo martirio. Come cristiani dobbiamo essere pronti a seguire l’esempio del Signore Gesù.
Roger F. Campbell racconta nel suo libro You can win! (Puoi vincere) di una donna che era stata trattata ingiustamente dalla sua comunità e si era rivolta a lui chiedendogli di aiutarla. Campbell riusciva a capire la sua situazione ma si rendeva anche conto che la donna non stava rivolgendo consapevolmente lo sguardo sulle sofferenze di Gesù. «Qualcuno ti ha sputato addosso?», le chiese Campbell. «No», rispose lei, sorpresa dalla domanda. «Lo hanno fatto a Gesù, però», osservò Campbell. Nel suo libro scrive: «Improvvisamente lei capì dove io volessi arrivare.» Era stata trattata ingiustamente da persone che avrebbero dovuto agire diversamente, ma lei stessa non aveva tenuto continuamente presente le sofferenze e la morte di Gesù Cristo per i suoi peccati. La semplice domanda di Campbell cambiò l’atteggiamento della donna riguardo alle sue accuse e l’aiutò a perdonare quelli che l’avevano accusata ingiustificatamente e l’avevano scansata. Richiedi la copia gratuita

 




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