I tempi della redenzione di Israele Interrogato da persone che si credevano pie, il Signore Gesù dà una risposta disarmante. Leggiamo Matteo 16:2-4 e ripensiamo a quanto disse una volta René Pache: «Quanti avvenimenti profetici dovranno ancora realizzarsi prima che noi contemporanei possiamo finalmente comprendere il senso degli avvenimenti odierni?». Norbert Lieth Nell’Evangelo di Giovanni ci viene descritta profeticamente la futura redenzione di Israele: «Gesù andò al monte degli Ulivi. All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino ai più giovani; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più» (Giovanni 8:1-11). Questa donna è un’immagine profetica di Israele, visto quello che essa ha sperimentato nella sua vita: dalla caduta nell’adulterio fino alla sua redenzione, con il conseguente perdono da parte del Signore Gesù Cristo. Consideriamo questa vicenda alla luce di questo verso: «parola profetica, a cui farete bene a prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro» (2 Pietro 1:19). Se non leggiamo gli avvenimenti biblici alla luce della «parola profetica», ne avremo sempre una falsa percezione: non riusciremo a interpretare le cose correttamente, e in particolare per quanto riguarda Israele, il suo ristabilimento e il ritorno di Cristo. L’aiuto di Gesù non arriva mai troppo tardi! In Giovanni 8:1 leggiamo: «Gesù andò al monte degli Ulivi». Se Egli non si fosse recato in quel luogo, questa donna sarebbe morta nella sofferenza. Ma Gesù ci andò, e lo fece al momento giusto! Non è stato per caso, perché il Padre in quel momento stava dirigendo e guidando ogni cosa. Dove si è recato Gesù? Sul monte degli ulivi! Proprio nel luogo dove Egli verrà in soccorso del suo popolo Israele, nel momento in cui esso, sarà schiacciato dall’Anticristo e tutte le nazioni ad Armagheddon, si troverà nella grande disperazione. Stesso luogo: il monte degli Ulivi! Leggiamo in Zaccaria 14:4:«In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente». Questo sarà il tempo della redenzione di Israele: in questo luogo, inizierà per il popolo un giorno del tutto nuovo. Per questa donna si stava avvicinando una notte buia e dolorosa, poiché era stata colta in flagrante adulterio ed era stata portata davanti al tribunale ed era caduta nell’angoscia della morte. Coloro che l’avevano incolpata speravano solo una cosa: vederla morire lapidata. Questo ci fa pensare ai media e ai gruppi religiosi dei giorni nostri, che agiscono nello stesso modo nei confronti di Israele, avendo come unico obiettivo il suo annientamento. Tutti coloro che accusavano questa donna avevano già le pietre pronte in mano ed erano pronti ad infierire su di lei. Nessuno e nulla faceva presupporre che invece sarebbe arrivata presto la sua redenzione. Dopo una notte drammatica e terribile, lei ha vissuto un nuovo mattino di un nuovo giorno che portava la salvezza mediante Gesù Cristo. Sul banco degli imputati. Ciò che accadde quel mattino presto nel Tempio è una rappresentazione profetica di Israele tra le nazioni: « All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed Egli, sedutosi, li istruiva. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo… » (Giovanni 8:2-3). La donna si trovava lì, sola e senza nessuno che la difendesse, in mezzo al popolo, tra gli scribi e i farisei, in un’atmosfera di odio, accusa e giudizio. « … gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» (v. 4-5). Gli scribi e i farisei accusavano quella donna in nome di Dio, in nome della verità e in nome delle Sante Scritture. E questa è esattamente la sorte che è toccata al popolo di Israele per 2000 anni tra le nazioni in cui è stato disperso: nel nome di Dio e della Bibbia è stato accusato, perseguitato, torturato, ucciso, anche se coloro che l’hanno fatto non ne avevano alcun diritto. Fino ai giorni nostri i cittadini israeliani sono l’oggetto di un odio generazionale, sia tra gli atei che tra i cristiani o tra le persone appartenenti ad altre fedi religiose. Un presunto servizio reso a Dio. Altre volte Gesù ha detto in merito al suo popolo: « … e sarete odiati da tutte le genti» (Matteo 24:9). A causa della loro cecità, le nazioni hanno massacrato i giudei e continuano a farlo ancora oggi, nell’errata idea di fare la volontà di Dio. Ricordiamo brevemente tutto ciò che la cristianità ha inflitto a Israele in nome della croce: • 1066: 3 000 ebrei assassinati in Spagna • 1096: 12 000 ebrei assassinati in Renanina (Germania) • 1099: 80 000 ebrei e musulmani massacrati a Gerusalemme con le crociate • 1215: col quarto concilio Lateranense, gli ebrei vengono costretti dal Papa ad indossare un segno di riconoscimento (la stella di Davide) • 1290: tutti gli ebrei sono banditi dall’Inghilterra • 1298: 20 000 ebrei assassinati in Baviera, Francia e Austria • 1321: 5 000 ebrei assassinati nella Francia del Sud • 1348: 1 000 000 ebrei assassinati in tutta Europa • 1349: 2 000 ebrei messi al rogo a Strasburgo • 1391: 20 000 ebrei spagnoli messi al rogo • 1391: 200 ebrei uccisi nel Danubio • 1483: 30 000 ebrei bruciati in Spagna dall’Inquisizione • 1494: migliaia di Ebrei europei massacrati dopo l’emissione della bolla papale sulle streghe • 1506: 2 000 ebrei massacrati a Lisbona • 1574: 897 ebrei massacrati dall’Inquisizione • 1680: 86 ebrei messi al rogo a Madrid • 1933-1945: 6 250 000 ebrei annientati dal regime nazista. Un certo Franz von Papen, pio cattolico e nazista, uomo di fiducia del Papa in Germania, ha contribuito all’ascesa al potere di Hitler, cattolico battezzato. Queste sono solo alcune delle atrocità commesse dal mondo in nome della fede. La ragione profonda dell’ostilità nei confronti di Israele. Nel tempio di Gerusalemme, gli scribi e i farisei non erano adirati solo nei confronti della donna, ma anche nei confronti del Signore Gesù Cristo, poiché il testo indica: «Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra» (Giovanni 8:6). Il mondo si pone contro Israele, ma se si analizzano i cuori, in fondo si tratta di una ribellione nei confronti di Dio stesso e contro il suo unto. « …la salvezza viene dai giudei» (Giovanni 4:22). E nessuno conosce questa verità meglio di Satana, nemico di Dio. Egli sa che Gesù, il figlio di Dio, era ebreo su questa terra, e come ebreo ritornerà e si siederà sul trono di Davide l’ebreo, a Gerusalemme. Il nemico di Dio sa che un giorno Gerusalemme sarà la capitale del mondo. Non altre città, neppure Roma. Egli sa bene che è da Gerusalemme, capitale di Israele, che il Re dei re e il Signore dei Signori regnerà sul mondo intero. Ecco perché egli tenta con ogni mezzo di impedire che ciò accada. E’ per questo motivo che tanta gente è ostile a Israele. Tuttavia le accuse contro Israele non arriveranno sino al loro totale compimento, perché Dio agirà prima. La Bibbia non dice nulla per caso. Come ha risposto il Signore alle accuse di coloro che nel tempio circondavano la donna e l’accusavano? La sua reazione era in linea con la Parola eterna: egli si è chinato e si è messo a scrivere per terra. Non si è chinato per caso, perché la Bibbia non menziona nulla che sia di poca o scarsa importanza. Gesù si è abbassato a due riprese, ed entrambe hanno un significato profetico. Leggiamo in Giovanni 8:6: «Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra». La tradizione affermerebbe che Gesù abbia scritto a terra le parole di Geremia 17:13-15, che sembrerebbero realmente adatte a quella situazione: «Speranza d’Israele, o SIGNORE, tutti quelli che ti abbandonano saranno confusi; quelli che si allontanano da te saranno iscritti sulla polvere, perché hanno abbandonato il SIGNORE, la sorgente delle acque vive. Guariscimi, SIGNORE, e sarò guarito; salvami, e sarò salvo; poiché tu sei la mia lode. Ecco, essi mi dicono: «Dov’è la parola del SIGNORE? Che essa si compia, dunque!». La sua Parola è venuta! In Giovanni 8:7-8 leggiamo: «E, siccome continuavano ad interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra». Quando Gesù si é abbassato per la seconda volta, seguendo le stesse cognizioni del passo di Geremia si possono aggiungere le parole di Isaia 64:6: «Tutti quanti siamo diventati come l’uomo impuro tutta la nostra giustizia come un abito sporco. Tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquità ci porta via come il vento». Gesù si è abbassato due volte: quale è il significato profetico di questo gesto ripetuto? Queste due riprese significano che Egli ha preso su di sé ogni nostra colpa. «Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto agli insulti e agli sputi» (Isaia 50:6). Prima di essere portato al Golgota, Gesù si è abbassato, ha mostrato la schiena e ha preso su di sé le nostre colpe. Il gesto ripetuto rivela il doppio significato della sua morte sulla croce al Golgota: 1. In primo luogo, Gesù è stato inchiodato sulla croce per il suo popolo: Israele. Prima si è abbassato per la donna: «Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra»: «Tu che sei la speranza di Israele, o Eterno!». Affinché le nazioni sappiano e riconoscano che il beneamato Figlio di Dio è stato crocifisso per Israele, sulla croce c’era questa iscrizione in più lingue: «Gesù di Nazaret, Re dei Giudei» (Giovanni 19:19). Gesù è morto innanzitutto per il popolo ebreo. Alla sua nascita, gli angeli avevano annunciato ai pastori: « …oggi, nella città di Davide, è nato un Salvatore, che il Cristo, il Signore» (Luca 2:11). E Isaia, un ebreo di Israele, aveva scritto: «Tuttavia erano le nostre malattie che Egli portava, erano i nostri dolori di cui si era caricato ; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostra iniquità; il castigo per cui abbiamo pace è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti» (Isaia 53:4-5). Quanto tempo ci vorrà ancora per comprendere queste cose? Gesù è morto volontariamente per il suo popolo e per i suoi peccati. Il nostro mandato è di proclamarlo al mondo e a tutti i nemici di Israele: « Dov’è la Parola del Signore? Che essa si compia, dunque!» (Geremia 17:15). Così come quella donna accusata nel Tempio, Gesù non ha potuto difendersi. A questa donna Dio ha inviato la Sua Parola e oggi è attraverso di noi che Dio vuole parlare: Egli ci ha conferito il mandato di proclamare la sua Parola profetica. 2. Dopo essersi abbassato una prima volta per la donna (ovvero, per Israele), Gesù si è abbassato una seconda volta: « E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra» (Giovanni 8:7-8). Questa volta, Gesù si è abbassato per coloro che coscienti dei propri peccati non potevano gettare alcuna pietra: «Noi siamo tutti impuri». Questa seconda volta, Gesù si è abbassato per coloro che circondavano la donna, ed è stato inchiodato sulla croce anche per noi, pagani tra le nazioni. E’ morto per tutto il mondo, cari fratelli: «Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna» (Giovanni 3:16). La scritta sulla croce indica anche che Gesù è morto per Israele (Giovanni 19:19). I quattro soldati pagani ai piedi della croce, che si sono divisi i vestiti di Gesù, confermano che egli è morto per tutto il mondo (Giovanni 19:23-24). Il vangelo della giustizia, rappresentato dai suoi abiti, deve essere proclamato nelle quattro direzioni, fino alle estremità della terra. Gesù si è rivelato due volte: qual è il senso profetico del gesto ripetuto? Il Signore non si è solo abbassato due volte, ma si è anche rivelato due volte. La prima volta si è rivelato per opporsi ai nemici della donna, per intervenire in suo favore (Israele): «E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo» (Giovanni 8:7-9). E’ ciò che accadrà quando Gesù Cristo ritornerà in tutta la sua potenza e in tutta la sua gloria. In primo luogo egli si rivolgerà ai nemici di Israele e li metterà in fuga. egli ucciderà l’Anticristo e il falso profeta, distruggerà il male e giudicherà le nazioni. Ciò che accadrà in seguito ci riporta in particolare a Zaccaria 14:12-13 e a Apocalisse 6. La seconda volta il Signore si è rivelato per incontrare la donna, salvarla e incoraggiarla. Fino a quel momento, Gesù non si era rivolto a lei personalmente. Quando lei resta sola in mezzo al tempio, Lui si muove per raggiungerla: «Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più» (Giovanni 8:10-11). Allo stesso modo, al momento della sua seconda venuta, il Signore, dopo aver vinto i nemici di Israele si volgerà verso il suo popolo e lo salverà, Israele allora si convertirà, si pentirà dei suoi peccati e stabilirà il regno millenario. E nessuno più potrà accusare Israele: «… dove sono quei tuoi accusatori?». Inizialmente, la donna si trovava in mezzo ai suoi accusatori: «Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo» (Giovanni 8:3). E alla fine, si è trovata sola con Gesù: « …e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo» (v. 9). Tutto si concluderà nello stesso modo per Israele. Beati quelli che comprendono ciò e benedicono Israele! Questa parola del Salmo 102:13 si compirà ben presto: «Tu sorgerai e avrai compassione di Sion, poiché è tempo di averne pietà» (Salmo 102:15). n
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