55 anni di Chiamata di mezzanotte
Storia della
Chiamata di Mezzanotte
Sono trascorsi ormai 55 anni dalla fondazione dell’opera missionaria internazionale della Chiamata di Mezzanotte.

Nel 1985 la figlia del primo presidente della Chiamata di Mezzanotte (Willy Straumann), Huguette Hasler-Straumann, si ricorda degli anni che precedettero la fondazione dell’opera missionaria: «È nella primavera del 1950 quando i miei genitori e io sentiamo per la prima volta Wim Malgo durante un’evangelizzazione. Mi trovo per alcune settimane presso i miei genitori insieme a mio figlio, perché mio marito ha appena iniziato il suo lavoro di direttore di una scuola tecnica nella Svizzera francese e non abbiamo ancora trovato un appartamento. Un amico di mio padre invitò i miei genitori e me a partecipare a questi incontri a Zurigo, nel quartiere Milrchbuck. Ho sperimentato una reale nuova nascita durante quelle evangelizzazioni. Questa è anche l’inizio di una lunga e profonda amicizia fra la famiglia Malgo e i miei genitori, e indirettamente noi.»
Suo marito John Hasler-Straumann scrive già nel 1975 a questo proposito: «Dobbiamo risalire ad alcuni anni prima del 1955, a un tempo in cui la popolazione di Zurigo fu spesso chiamata al pentimento da un evangelista sotto la tenda: Samuel Furrer. Questi era accompagnato da un giovane cristiano olandese che aveva appena finito la Scuola biblica di Beatenberg e che aveva assolto un periodo di tirocinio pratico nell’opera di evangelizzazione in Austria. Si trattava di Wim Malgo.»
«Nel 1955 la chiamata del Signore ad annunciare l’evangelo anche a quelle persone che non entrano mai in una chiesa, una sala o una tenda, divenne sempre più impellente. La radio offriva un ottimo mezzo per raggiungere questo scopo. (…) Così, nel 1955, allo scopo di evangelizzare attraverso la radio, Wim Malgo e Willy Straumann (il primo presidente della missione, ormai andato con il Signore), fondarono per fede a Zurigo l’opera missionaria ‹Chiamata della Mezzanotte›. Nell’aprile del 1956 furono mandate in etere le prime trasmissioni radio tramite Radio Tangeri. Il Signore confermò tale opera sia spiritualmente che finanziariamente (…). In risposta alle trasmissioni arrivò sempre più posta dall’Europa e dall’Africa. Per un certo tempo si utilizzò Radio Monte Carlo. Quando poi le trasmissioni furono mandate in onda da Radio Lussemburgo, arrivarono anche moltissime lettere dai Paesi comunisti dietro la Cortina di ferro (…) e persino dalla Siberia.»
Huguette Hasler-Straumann prese nota che il 5 aprile 1955 fu il grande giorno: «L’opera missionaria della Chiamata di Mezzanotte è stata fondata. Le prime trasmissioni radio sono state ascoltate. Contemporaneamente sono stati pubblicati i quaderni ‹Sette caratteristiche di una persona nata di nuovo›, ‹Sul confine fra due mondi› e ‹Una decisione di vitale importanza›. La reazione a tutto ciò non tardò: arrivarono lettere e ordinazioni. Un compito come è stato affidato a Wim Malgo e a sua moglie non può gravare soltanto sulle loro spalle. È necessario eleggere un consiglio della missione. Mio padre diventa il presidente dell’opera Chiamata di Mezzanotte e mio marito entra a far parte del consiglio dei fratelli.»
«Nell’aprile del 1956 viene pubblicato il primo numero di una piccola rivista mensile chiamata ‹Radio Chiamata di Mezzanotte›.» «Inizialmente (1956) tale bollettino fu inviato a circa 300 ascoltatori della radio e amici di lingua tedesca. Il suo contenuto di profezia, messaggi di santificazione, domande attuali e soprattutto la rubrica di domande dei lettori rispondeva a un grande bisogno che portò a un continuo aumento della tiratura.»1 «Nel Giugno del 1957 la rivista cambia formato, aspetto e nome e si chiama da ora in poi ‹Chiamata di Mezzanotte›. In Settembre 1957 hanno inizio le trasmissioni su Radio Lussemburgo.»
Nel 1995 la moglie di Wim Malgo, Annie Malgo, raccontò dei suoi ricordi relativi alla nascita dell’opera missionaria: «Ancora prima della nascita della Chiamata di Mezzanotte ha lavorato molto; era negli anni dal 1949 al 1955. (…) Spesso, fra l’autunno inoltrato e la primavera, aveva fino a 25 settimane di evangelizzazione che duravano dal lunedì alla domenica sera. Tornava poi a casa nella notte fra la domenica e il lunedì e il pomeriggio del lunedì, non oltre le quattro, doveva ripartire. Sebbene egli lavorasse con la benedizione del Signore, nonostante le sue conoscenze del tedesco inizialmente scarse, non fu mai del tutto soddisfatto. Aveva infatti l’ardente desiderio di riuscire a raggiungere ancora più persone, un mondo perduto. (…) La sua preghiera era: ‹Signore, dacci più porte aperte.› Il Signore ha esaudito la sua preghiera e da ciò è nata la Chiamata di Mezzanotte: fondata nell’aprile del 1955, in casa del primo presidente Willy Straumann a Zurigo. Da ciò nacque a sua volta l’associazione per le trasmissioni radio evangelistiche. Per la nostra famiglia fu un’ulteriore grande impegno. (…) Improvvisamente si era aggiunto un enorme ramo di lavoro. All’inizio non avevamo uno studio di registrazione proprio. All’epoca abitavamo a Einigen presso il lago di Thun (Svizzera), avevamo cinque piccole stanze e cinque bambini piccoli. La stanza più piccola fu poi riservata ad alcuni vecchi apparecchi di studio (registratori, microfoni, nastri ecc.) e lì furono svolte le registrazioni. A questo scopo spostò la sua ‹stanza di preghiera e di preparazione› in soffitta, raggiungibile soltanto tramite una scala pieghevole. Una volta salito, ripiegavo la scala a causa dei bambini, e quando voleva o doveva scendere, bussava o si faceva notare in qualche modo perché io tirassi nuovamente giù la scala. (…) La macchina da scrivere, con tutto il materiale necessario, si trovava sul tavolo in soggiorno. Eravamo felicissimi del nuovo lavoro, ma ci si può immaginare quanto fosse difficile mantenere calmi cinque bambini piccoli mentre mio marito registrava i messaggi per la radio nella piccola stanzetta che ormai era diventata uno ‹studio di casa›. (…) In qualche modo ce l’abbiamo sempre fatta; la tecnica e gli apparecchi allora non erano certo così perfetti come lo sono oggi. (…)
Avevamo anche bisogno di musica e di canto per le trasmissioni radio. (…) Allora mi marito mi disse: ‹Ma mamma, tu sai cantare.› Non ero una cantante, ma sapevo cantare. Mancava soltanto uno strumento, ma il Signore è fedele, si occupa di tutto e ha provveduto anche per questo. Non soltanto ci ha mandato qualcuno che sapesse suonare l’organo, ci ha addirittura fornito un suonatore eccellente, un maestro della musica: Peter van Woerden. Con la sua famiglia e un organo Hammond si trovava a Ginevra, ma questo non rappresentava un ostacolo per noi. Cercammo una babysitter per un giorno e viaggiammo a Ginevra con la nostra vecchia automobile. Quel giorno cantai circa venti canti mentre mio marito portò più di quindici messaggi per dischi, cassette e trasmissioni radio. Poi tornammo a casa. Giungemmo a casa la sera tardi: eravamo stanchi ma soddisfatti. Dopo breve tempo ci ritrovammo nuovamente in viaggio per Ginevra perché c’era bisogno di registrare nuove trasmissioni radio. In seguito, grazie a Peter van Woerden, conoscemmo Franz Knies, che divenne una grande benedizione per la missione radiofonica con la sua bellissima voce.
Naturalmente ci furono anche delle prove e non tutto andò sempre liscio. Una volta, per esempio, ci trovavamo nuovamente a Ginevra per predicare e cantare, ma quella volta nella chiesa in cui avevamo il permesso di fare le registrazioni non ci fu mai silenzio totale e continuavamo a sentire un fruscio o dei mormorii. Allora mio marito chiese a Peter van Woerden che cosa fosse, perché il rumore era udibile nelle riprese. ‹Sai›, rispose lui, ‹sono tre signore anziane che a quest’ora hanno sempre la loro cellula di preghiera in una stanzetta dietro, e io non posso semplicemente mandarle via. Ho pensato che se queste sorelle pregano, sarà soltanto una benedizione per noi, anche se gli ascoltatori penseranno che si tratti di un’interferenza.›
Sicuramente quello che possiamo osservare, dalla storia dell’opera missionaria Chiamata di Mezzanotte è che Dio ha dato la visione ad un suo figlio, ma l’opera è andata e va avanti anche senza di lui, Wim Malgo è andato col Signore da circa 20 anni, ma l’opera continua e si espande ogni giorno.
Anche in Italia siamo grati a Dio per aver dato a Wim Malgo questa visione 55 anni fa e per aver desiderato espandere anche nel nostro paese la sensibilizzazione al messaggio del ritorno di Gesù, infondendo nei nati di nuovo italiani un rinnovato amore per il popolo di Israele. Questo articolo vuole essere uno sprono a tutti quelli che, con sincerità, si mettono al servizio di Dio per i compiti e i traguardi che Lui ha prefisso.
Dio ha un piano per ognuno di noi.